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Sono nato nel 1962. Ottima annata per il Brunello, peccato solo che io sia astemio e che un giorno smetterò anche di fumare, lo giuro.
Dati gli alterni risultati scolastici e appurato ormai che il mio destino sarebbe stato quello del grafico, iniziai a lavorare allo studio di Daniela Iacoboni: AdVenture. Facevo un po' di tutto: componevo i titoli con i Letraset o venivo spedito a fare il classico salto in banca. Comporre con i Letraset è un esercizio visivo prima che pratico, sarebbe utile a tutti i giovani che sono nati con un Mac tra le mani, capirebbero cos'è la composizione e sicuramente ci prenderebbero gusto.

Insomma andavo a bottega come nel rinascimento, peccato che io, a quei tempi, del rinascimento non sapessi praticamente niente.
Dicevo, un po' di tutto. Disegnavo già un po', ma imparai a farlo per lavoro e a fare le cose per bene. Che non è poco.
Esecutivi a china, un sacco di cartoni Schoeller, pennarelli Pantone, bisturi e Cow Gum. Non sono certo un nostalgico di queste cose ma vi assicuro che tra chi ci è passato e chi no una certa differenza si nota.

Quando l'avventura con AdVenture si esaurì (troppi salti in banca?) sentii il bisogno di un po' di sana teoria, ed eccomi iscritto all'Istituto Europeo di Design. Niente da dire, bella gente, evidentemente sono io a non essere troppo tagliato per le scuole. Comunque non fu tutto tempo perso, lì incontrai Bonifacio. Insegnava comunicazione e graphic design. Uno che usa la testa.
Poi, intorno alla fine degli anni 80, un colpo di fulmine. La ricordo come fosse ieri: una macchina bellissima, mi sorrise con quella sua bocca storta e disse: "Hello! Benvenuto in Macintosh".

Non starò qui a farvi l'elenco di tutte le cose che ho fatto poi.
Da qualche anno sono in Artservice, il nuovo nome (meno bello, purtroppo) della vecchia Artwork, una specie di istituzione nell'ambiente romano e non solo. Quindi non la faccio troppo lunga, però voglio ricordare che c'è Frank Stahlberg a fare il direttore creativo e Speranza Casillo che è una graphic designer. E questo, più o meno, è tutto.

Un carneade qualunque? Probabilmente sì. Ma una cosa è sicura: da quando faccio il grafico ancora non mi sono annoiato di questo lavoro.
Significherà pure qualcosa. O no?