carlobusi

Era il 1962 e l'Italia, troppo intenta a dondolare a tempo del nuovo ballo, il twist, non si accorse che stavo nascendo io.

E chissenefrega, direte voi. Sbagliate, quello fu un evento della massima importanza, almeno dal mio punto di vista. Ma siamo pari: anch'io ho ignorato l'esistenza del twist fino a che non ho visto Pulp Fiction. E in ogni caso, io del 1962 non ricordo un bel niente, e neanche di un bel po' degli anni che seguirono.

Forse i miei primi, terrorizzanti ricordi risalgono al giorno in cui i miei, in cui fino allora avevo riposto una cauta fiducia, non si svelarono per quel che erano: dei malati di mente. Fui da loro affidato alle cure di certe donne, tutte vestite di nero allo stesso modo, salvo rare eccezioni, dotate di baffi.
Immaginate il terrore quando, in un solo giorno scoprii:
A) l'esistenza di donne, baffute e intabarrate, che vengono tutte ma proprio tutte, indistintamente, chiamate sorelle;
B) che i tuoi genitori sono in realtà degli squilibrati tali da lasciarti in balia di queste sorelle per ben MEZZA GIORNATA tutti i giorni, ma proprio tutti, salvo, chissà perché, la domenica.
Al cieco terrore iniziale si aggiunse presto un atroce sospetto, si fece strada pian piano nella mia mente come un tarlo. Il sospetto era che quella paradossale faccenda non fosse solo un dar di matto momentaneo dell'intero mondo (avevo una visione un po' ristretta del mondo a quei tempi) ma che fosse invece una specie di regola a cui nessuno sfuggiva e che ormai c'ero dentro fino al collo anch'io.

In seguito mi guardai attorno con più circospezione: il gioco era truccato o, forse, semplicemente, non ero stato messo al corrente di quali fossero le regole.

Comunque venni a sapere che ero appena entrato nell'età scolastica e quello non era un campo di steminio ma una scuola elementare. Dove si insegnano cose terribili: che esiste un posto chiamato inferno dove la gente viene messa a bruciare per l'eternità (solo poi mi resi conto che questo posto, cattivissimo ma creato da un dio buono metteva a soqquadro le leggi della termodinamica, infatti, è impossibile che qualcosa bruci per sempre).
Che la decisione di gettare questi poveri cristi nelle fiamme eterne era presa nientemeno che da DioPadreOnnipotente in persona e che lui della termodinamica se ne sbatte allegramente, tanto è onnipotente!
Altre cose non le ho capite tanto bene: una immacolata concezione, un paio di morti resuscitati e non so più bene quanti santi miracolosi e ascensioni al cielo e molto altro che non ho neanche provato a comprendere. Capirete, ormai avevo le mie diffidenze.

Alla fine fui liberato dalle cure delle sorelle e vivaddio, avviato a una scuola elementare pubblica.
Di inferni manco l'ombra, e questo mi sembrò da subito un passo avanti, e poi un sacco di cose nuove e divertenti. Quasi mi divertivo anche se allora non lo sapevo.
Ma avevo anche i miei crucci: compagni prepotenti e poco lavati, gente che sembrava arrivasse sparata dall'età della pietra. Non capivano un cazzo, neanche il fatto che non capivano. Qualcuno, addirittura, se ne vantava.

Poi al termine delle scuole elementari lessi il giudizio che il maestro aveva scritto su di me: capace di qualunque operazione pratica perché capace di ogni operazione intellettuale.
Allora non sapevo bene come prenderla. Quello che so adesso è che aveva ragione da vendere, e che più o meno l'ho presa come un ammaestramento. Se sai pensare una cosa la puoi anche fare.

Ma era anche l'inizio del primo declino che avesse mai avuto luogo prima che ci fosse stata una qualche forma di ascesa.

Smisi di fare e mi impegnai a pensare.